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Il Folclore

Il Folclore

La valorizzazione delle tradizioni popolari rappresenta un volano per lo sviluppo turistico dell'area soprattutto se associato in un'ottica di integrazione con gli altri fattori di sviluppo individuati in precedenza.

Particolare attenzione meritano i riti religiosi, molto sentiti dalla popolazione locale. Dalle feste patronali ai “Misteri” del Venerdì Santo, attraverso appuntamenti folklorici e di grande richiamo turistico. Un intenso miscuglio di sacro e profano i n cui la devozione dei fedeli e i profumi di carne alla brace si alternano al fragore dei caratteristici fuochi pirotecnici.

Ne è un esempio la rinomata “Festa del Soccorso” che la terza settimana di maggio vede il simulacro della “Madonna Nera”, patrona della Città, percorrere le vie del centro storico accompagnato dallo scoppio delle “batterie alla sanseverese” il cui ritmo è scandito dalla corsa dei “fujenti” che sfidano i botti a poca distanza. Un riturale antico che ricorda la settecentesca cacciata del diavolo, una tradizione che ha reso San Severo la “città dei fuochi” e che ha portato al gemellaggio con la spagnola Pamplona dove si corre la “corsa dei tori”. Ogni anno la festa del Soccorso registra la presenza di migliaia di visitatori attirati dalla ormai mitica “corsa”. Suggestivi anche i riti del Venerdì Santo (di origine spagnola) che si svolgono la mattina all’alba e la sera e le feste di San Rocco, del Carmine, delle Grazie, del Rosario e di Sant’Antonio Abate con gli animali che seguono la processione prima di ricevere la tradizionale benedizione.

 

A Chieuti, paese dalle origini arbёreshё,in occasione del festa patronale di San Giorgio (21-23 aprile), antico culto di origine ortodossa, si corre la “corsa dei buoi” per l’assegnazione del Palio. I carri dei quattro “partiti” (i rioni del paese) trainati da animali preparati e curati tutto l’anno, si sfidano lungo un percorso di alcuni chilometri. Legata alla festa patronale anche la tradizione del “tarallo” realizzato in  pasta di caciocavallo benedetto e poi diviso – in segno di buon auspicio – tra le famiglie della comunità.

A San Paolo di Civitate un culto molto è quello per la Madonna di Belmonte, nella seconda metà di maggio. Prevede un pellegrinaggio verso l’omonima cappella e poi la processione con meta la chiesa di San Giovanni: una tradizione antichissima e di auspicio per la pioggia con cui combattere i lunghi periodi di siccità. Piena di luci e colori è la festa patronale di Sant’Antonio (13 giugno). Da ricordare anche la festa el compatrono San Paolo (seconda metà di agosto) e i “falò di San Giuseppe”.

A Serracapriola è molo radicato il culto per San Fortunato e San Mercurio Martire. Forte è anche la devozione per le Madonne dell’Incoronata e delle Grazie. Ma anche antiche tradizioni legate ai “riti della Settimana Santa”.

A Lesina forte è il culto per il patrono San Primiano (14-16 maggio) così come a Poggio Imperiale è intensa la devozione per il patrono San Placido. Il piccolo centro è anche famoso per la suggestiva “dama vivente”, la prima nel suo genere per originalità e organizzazione. Uno spettacolo coinvolgente, in cui tra rulli di tamburi e squilli di tromba, dame e cavalieri in abiti storici ripropongono la partita finale del Palio cui partecipano i Comuni limitrofi.

A Torremaggiore si festeggia il patrono San Sabino (prima domenica di giugno). A termine della processione va ricordata la “marcetta”: amministratori  forze dell’ordine marciano dalla chiesa al Municipio al ritmo della celeberrima “marcia di Radetzky”. Da ricordare anche la “festa della fontana” e il corteo Storico di Fiorentino: rievocazione storica che ricorda la cacciata da parte delle truppe angioine degli abitanti di Fiorentino poi accolti dalla comunità di Torremaggiore. Corteo ma anche tornei, giochi e cultura medievale.

Ad Apricena c’è il culto per la Madonna dell’Incoronata (quarta domenica di maggio) venerata nell’omonimo Santuario poco distante dal paese meta di continuo pellegrinaggio.

Quasi sempre, come cornice delle feste patronali, in tutti i paesi si organizzano numerosi  appuntamenti fieristici, i mercati settimanali e quelli giornalieri, dove si incontrano ancora i venditori di erbe spontanee, i cosiddetti “terrazzani”, antica figura della cultura contadina locale.

Per celebrare questo mondo, la Pro Loco di San Severo ha allestito un gruppo folklorico, “I Terrazzani”, ambasciatore i Italia e all’estero della cultura rurale del territorio