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Torremaggiore

Le origini di Torremaggiore risalgono al X secolo, quando il casale, con il nome di Terrae Maioris era uno dei feudi della ricca e antica Abbazia Benedettina di S. Pietro.

Il passaggio sotto il dominio di Federico II di Svevia segna l’inizio del periodo di decadenza dell’abbazia, che si vide spogliata di tutti i suoi beni. Con la morte del “Puer Apuliae” avvenuta a Castel Fiorentino il 13 dicembre del 1250, fu teatro di lotte tra papato e impero che portarono alla distruzione della stessa città medievale, Dragonara e altri borghi minori e all’esodo della popolazione superstite verso Torremaggiore, dove diede vita all’attuale “Vecchio borgo di S. Nicola di Mira”. L’episodio viene ricordato ogni anno attraverso il “Corteo Storico di Fiorentino”, quando viene rievocato il trasferimento degli abitanti dalla distrutta Fiorentino al Castello di Torremaggiore.

I de Sangro segnano la storia di questo paese, sia sociale che politica: furono violenti e autoritari e ridussero la popolazione in schiavitù, gravando con tasse e gabelle sulla già povera economia del paese. Di tutti gli esponenti di questa nobile famiglia che regnarono su Torremaggiore solo tre si distinsero per la loro magnanimità e per aver contribuito allo sviluppo socio-economico-ambientale della cittadina: donna Violante, vissuta intorno al 1500; don Raimondo, settimo Principe di Sansevero (nato proprio nel Castello della città nel 1710 e divenuto presto famoso sia come scienziato che come alchimista, sia per la sua brillante intelligenza che per l’alone di mistero che avvolge i suoi macabri esperimenti divenuti leggenda); don Michele, che, prima di morire, lasciò tutti i suoi beni alla comunità.

MONUMENTI PRINCIPALI

Santuario di Maria SS., edificata nel XVI secolo dai de Sangro, è denominatadella Fontana, poiché sorgeva vicino ad una antica Fonte di cui non rimane alcuna traccia. Originariamente era dedicata alla Madonna dell’Arco. La costruzione è stata vistosamente ristrutturata nel corso dei secoli (a partire dai rifacimenti ordinati dal duca Gian Francesco di Sangro nel XVI secolo) fino ad acquisire l’attuale aspetto neoromanico.

Chiesa Matrice di San Nicola, fondata dai profughi provenienti da Fiorentino e Dragonara nel XIII secolo è la parrocchia più antica. Ricostruita interamente dopo il terremoto del 1627, è l’unica chiesa della città ad avere tre navate. Ricca di cappelle gentilizie, di cui la più importante è quella del Rosario (collegata al Palazzo Ducale da un passaggio sotterraneo) e di numerose opere artistiche: tele, affreschi, lapidi funerarie, il coro ligneo e la statua di San Nicola risalente al 1600.

Castello Ducale, dimora storica dei duchi de Sangro, ampliato nel corso del tempo a partire dall’originaria torre normanna, è caratterizzato da sei torri, quattro circolari e due quadrate. Il piano centrale (ex Corpo di Guardia) ospita la mostra archeologica dei reperti di Fiorentino. Nelle sue stanze nacque anche il principe Raimondo e nel suo fossato la famiglia feudataria realizzò degli impianti per la molitura delle olive “peranzane”, che loro stessi importarono dalla Borgogna. Nelle sue stanze la tradizione vuole che i duchi applicassero lo “Ius primae noctis”.

Chiesa di Santa Maria della Strada è la seconda parrocchia storica, edificata nella prima metà del XVI secolo. All’interno della Chiesa sono custoditi la statua di San Sabino, Vescovo di Canosa e patrono principale della città, e l’antico Battistero del 1600.

 

 

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